mercoledì , 13 dicembre 2017
Home » Salute e Benessere » Ultrasuoni e tecarterapia per l’artrosi al ginocchio

Ultrasuoni e tecarterapia per l’artrosi al ginocchio

tecarterapiaCon le nuove terapie legate alla tecarterapia, si possono dire addio a tantissimi dolori, ed è possibile curare anche l’artrosi al ginocchio. La tecarterapia,  tratta il ginocchio dolorante con una corrente elettrica che va a stimolare i processi riparativi e antinfiammatori naturali, con un trattamento mirato alle articolazioni, alla cartilagine e alle ossa. Ogni seduta ha la durata di circa 30 minuti. Alla base della tecnologia di questa terapia, c’è la forte capacità di velocizzare i processi naturali riparativi e antinfiammatori. E’ un fatto reale, la preoccupazione di chi subisce infortuni, specialmente legati allo sport, di dover sospendere l’attività per lungo periodo, ma grazie alla tecarterapia, è possibile accelerare i tempi di recupero e di completa guarigione. La  tecarterapia, è considerata una svolta rivoluzionaria per la cura delle patologie traumatologiche non chirurgiche, sia osteoarticolari che dei tessuti molli.

Che cos’è la Tecarterapia e come funziona?

Si tratta del processo di trasferimento energetico capacitivo e resistivo, che viene attuato grazie all’utilizzo di un elettromedicale e l’ausilio di creme conduttive per la diatermia (crema Tecar). L’apparecchiatura è in grado di utilizzare l’energia endogena organica, e potenzia le capacità di auto riparazione dei tessuti. La Tecarterapia, tramite una specifica energia radiante biocompatibile è in grado di suscitare ipertermia e un’intensa biostimolazione tissutale e cellulare della parte corporea trattata. Sono tre le principali azioni:

  • stimolazione della microcircolazione,
  • induce l’aumento della vasodilatazione,
  • aumento della temperatura endogena.

I campi di applicazione

Anni fa si utilizzava la  tecarterapia, solo in ambito sportivo agonistico, ma con il passare del tempo, la tecnica è divenuta importante anche in altri settori. La quasi totale assenza di controindicazioni (per esempio la presenza di pacemaker o la condizione di gravidanza), la tecarterapia rappresenta oggi uno strumento indispensabile in vari contesti: medicina dello sport, riabilitazione fisioterapica, terapia del dolore, flebolinfologia, chirurgia plastica e medicina estetica, reumatologia, ortopedia,  diabetologia (conseguenze dovute a deficit circolatori), neurologia, medicina del lavoro, medicina termale e veterinaria.

Quali patologie si curano con la tecarterapia?

Con la tecarterapia si possono curare in tempi molto brevi, le seguenti patologie:

  • condropatia rotulea,
  • coxartrosi,
  • lombalgie,
  • cervicalgie,
  • brachialgie ,
  • sciatalgia,
  • pubalgia,
  • capsulite adesiva (spalla),
  • tendiniti,
  • fascite plantare,
  • epicondilite,
  • epitrocleite,
  • distorsioni,
  • contratture muscolari
  • ancora lesioni muscolari (elongazioni , strappi , etc).

Quante sedute sono necessarie per guarire con la tecarterapia?

In linea di massima, si consigliano 8/10 sedute, da fare in tempi molto ravvicinati; ovviamente bisogna sempre seguire le istruzioni del terapista qualificato, che una volta valutata la patologia e che caratteristiche del soggetto, saprà consigliare al meglio i cicli da seguire. Di solito le sedute vanno effettuate con cadenza trisettimanale.

Che la tecarterapia funzioni, ormai lo sanno tutti, ed è una realtà verificabile e tangibile, tante sono state le dichiarazioni a favore, tra cui quella di Fabrizio Macchi, iridato di ciclismo: “Per me utilizzare il macchinario Tecar,  significa superare la fase dolorosissima post gara in bici da crono, quando si è stati piegati per molto tempo in una posizione scomoda. Ha un’ottima funzione antalgica”. Quando anni fa, subì 4 cadute, grazie a sedute dai 20 ai 50 minuti ciascuna, più volte al giorno, si rimise subito in sella alla sua bici!